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Campionato Europeo IOM 2004
9 - 16 Ottobre 2004 - ARCOS - Spagna
Elenco Iscritti
Risultati

1 - Graham Bantock - GBR 95
2 - Peter Stollery - GBR 39
3 -
Borin Franco - ITA 81
4 - Sharmer M. - GER 09
5 - Klem - NOR 471
6 - Brad Gibson - AUS 142
7
- Puthod Pier - ITA 122
8 - Guillermo Beltrí - ESP 47
9 - Carlos Beltrí - ESP 100
10 - Kovacevic A. - CRO 130

 
RESOCONTO CAMPIONATI EUROPEI CLASSE 1 METRO
ARCOS (SPAGNA) 9-16 OTTOBRE 2004


E' già passato un mese dal ritorno dei nostri dal Campionato Europeo 1Metro ad Arcos.
I lusinghieri risultati conseguiti dai nostri sono in linea di massima ormai noti a tutti, ma è comunque opportuno dare un breve resoconto di come è andata.

Bravi ! Complimenti quindi a tutti i nostri timonieri partecipanti a questa importante manifestazione !
La trasferta in terra di Spagna è stata lunga, difficile e soprattutto molto faticosa. Dobbiamo però dire che i nostri ancora una volta si sono comportati egregiamente, come tutta Modelvela si aspettava da loro. Hanno fatto fronte alle numerose difficoltà incontrate, portando anche a casa risultati in taluni casi veramente positivi.
Come detto in altre occasioni è stata questa la più nutrita partecipazione italiana ad un Campionato Internazionale all'estero. Chi vi scrive non ha purtroppo potuto partecipare, avendo dovuto dare forfait all'ultimo minuto per problemi di lavoro. Questo breve resoconto è pertanto forzatamente di "seconda mano", frutto dei contatti telefonici avuti, del racconto che molti dei partecipanti mi hanno fatto, dell'analisi dell'andamento delle regate e dei risultati finali.

I RISULTATI DEI NOSTRI
Iniziamo subito con i risultati eclatanti conseguiti dai nostri.
Franco Borin è salito per la prima volta sul podio, conseguendo un brillantissimo 3° posto e mettendosi più volte in mostra fra i migliori. La sua conoscenza tecnica e la sua risaputa spavalderia lo hanno spesso aiutato a cavarsi d'impaccio in così difficili condizioni, quando è necessario uscire dalla mischia e correre dei rischi per ottenere dei risultati. Borin, come più volte detto, è un cavallo di razza, spesso irrequieto e nervoso, ma capace di risultati sorprendenti. Se tenete poi conto che dispone ancora della sua vecchia Ikona del 1999, anche se con nuovissime vele Banforth, potete immaginare quanto rimarchevole sia il suo risultato. Bantock stesso ha affermato che con un Topiko, e la nuova deriva, Borin avrebbe seriamente potuto vincere. Probabilmente è vero, ma questo deve anche far riflettere su quanto l'Ikona sia ancor oggi competitiva e quanto a volte sia inutile la sfrenata corsa di molti per avere l'ultimo progetto uscito.
Pierluigi (Pier) Puthod, dopo una prima fase a corrente alternata che lo relegava al 16° posto, probabilmente dovuta anche alla nuova barca velocissima ma non ancora perfettamente conosciuta, effettuava una rimonta che lo portava a salire fino al 7° posto finale. La sua striscia di risultati dalla 8° prova fino alla fine (17 prove totali) è nettamente la migliore di tutti: se avesse avuto più fortuna all'inizio e maggior fiducia nei suoi mezzi ……!! Come hanno detto alcuni dei presenti, "quando il Pier nazionale riesce ad esprimersi come sa non ce n'è per nessuno !", e lo ha dimostrato in più di un'occasione. Il nuovissimo Topiko di Bantock, la barca di cui disponeva da una settimana, è risultata un mezzo velocissimo in tutte le condizioni, anche se ancora da mettere a punto e da migliorare.
Stefano Savelli, aggiuntosi alla squadra italiana per la defezione di Squillante, è la vera positiva sorpresa per noi. Timoniere Modelvela da poco più di tre anni, alla sua seconda esperienza internazionale, ha meritato un onorevolissimo 12° posto. A suo agio nelle agitate acque di Arcos, ma soprattutto a suo agio fra le mille difficoltà di Giudici e concorrenti con la sua perfetta conoscenza della lingua inglese, Savelli ha regatato ad altissimi livelli, soprattutto nei primi giorni quando riusciva a stazionare con i primi e a risultare a lungo 4°. Una maledetta squalifica, che a quanto ho sentito è stata quanto mai ingiusta e frutto di un attacco personale del famigerato tedesco Sharmer, lo relegava purtroppo in flotta B, dalla quale faticava per varie prove a venir fuori. Peccato per lui e per il suo Italiko: terminava comunque in flotta A, riprendendosi il posto che meritava.
Tutti gli altri nostri timonieri, con alterne vicende e con infortuni di vario tipo, si sono comunque comportati onorevolmente. Qualcuno era forse a corto di preparazione, qualcun altro ha troppo sofferto l'internazionalità della manifestazione, qualcun altro ha cercato di sopravvivere almeno per fare una buona esperienza e per farne tesoro per la prossima volta. Chi ne ha fatto "tesoro" più di tutti (per quanto gli è costato) è certamente il buon Del Furia, che è tornato a casa con in macchina la barca neo Campione Europea, il Topiko di Bantock appunto.

IL RISULTATO COMPLESSIVO
Ci siamo comportati comunque benissimo anche come squadra. I migliori tre italiani (Borin, Puthod e Savelli) come team sono secondi ai soli inglesi, come purtroppo spesso accade. Ma questo ci deve inorgoglire, innanzitutto perché siamo sempre lì, molto vicini e competitivi, eppoi perché altre nazioni più blasonate di noi sono molto più indietro. Il primo dei Francesi (Chapelot) è solo 16°, il primo degli Spagnoli (G.Beltri) è 8°, e così via.
Anche a livello individuale dobbiamo essere orgogliosi del meraviglioso 3° posto di Borin e del 7° di Puthod e del 12° di Savelli. Pensate che il Campione del Mondo Trevor Binks figura al 14° posto; il supercampione Martin Roberts (Campione uscente) è solo 11°; il due volte Campione del Mondo della "M" Guillermo Beltri, come detto, è solo 8°; il fortissimo Croato Kovacevic, coriaceo timoniere sempre ai vertici della classe, è solo 10°.
Positive sorprese invece per il citato tedesco Sharmer, antipatico e coriaceo ma dotato di una barca sorprendente, costruita in legno in casa, con albero in legno e vele trasparenti, e per il vecchio campione norvegese Klem, finalmente ai vertici anche nel Metro, come gli spetta, con un Kokatoo che gli ha dato le giuste chance per ben figurare.
Cosa dire degli altri ?
Bantock, come al solito, ha regatato da par suo, con grande concentrazione, lungimiranza, prudenza e sagacia tattica. Non perfettamente a suo agio con una barca nuovissima, come detto, ha iniziato quasi in sordina, senza particolari exploit, ma con la sua solita tenacia che lo ha portato a risultare sempre primo, mai seriamente insidiato come punteggio, e a vincere un titolo internazionale dopo cinque anni. Siamo molto felici per lui, sia perché lo consideriamo ormai un amico, sia per le vicissitudini che ha superato negli ultimi anni. Inoltre, per uno strano caso di problemi di stazzatura, Bantock ha corso il Campionato con la sigla ITA sulla randa, e quindi possiamo dire che finalmente una barca italiana ha vinto l'Europeo.
Stollery, come spesso ultimamente, è stato il più agguerrito potenziale aspirante alla vittoria, fiero antagonista di Bantock fin dalle prime battute. Un altro inglese fortissimo, ma forse, a mio modo di vedere, il più forte talento naturale apparso sulla scena dai tempi del francese Jahan. Ricordo Peter Stollery, figlio del famosissimo genio Roger, quando vinse il Campionato del Mondo juniores della M a Berlino nel 1988, e come molti già allora predicessero per questo imberbe ragazzino dai capelli rossi un luminoso futuro. Non è un campione completo come Bantock, non ancora almeno, ma come sapienza e tattica è forse ancora più geniale.

LE NOTE DOLENTI
Le note dolenti, a quanto pare e da quanto ho sentito da varie fonti, vengono purtroppo da altre parti. Pare infatti che il posto fosse bellissimo, ma poco adatto al livello della competizione per venti e stagione scelta. L'organizzazione era ad altissimi livelli, ma purtroppo ha tribolato non poco con avverse condizioni atmosferiche e forse con un po' di inesperienza. La Giuria (e gli arbitri), anche se pure questa a livello adeguato, ha purtroppo sofferto le condizioni generali (campi difficili da posizionare), l'elevato numero di concorrenti (oggi tutti agguerriti e vogliosi di emergere) e soprattutto la poca abitudine al sistema dell'arbitraggio, che per giunta viene adottato in modalità diversa che in Italia, con molte complicazioni non utili a nessuno (quanti rimpianti per il nostro validissimo e spesso vituperato Fulvio Becagli !!!).
Fatto sta che i più hanno sofferto non poco per salti di vento, linee di partenze sbagliate, giudizi arbitrali non giusti, confusione generale disarmante, scarsa possibilità di mostrare al meglio le proprie potenzialità, enorme difficoltà a rimanere concentrati per esprimersi come si deve.
Ho imparato negli anni cosa significhi tutto ciò. Ma ho anche imparato che le difficoltà sono le stesse per tutti, e non serve a nulla invocarle come giustificazione di un cattivo risultato. Al contrario: ci sono alcuni che le affrontano in un modo e altri che le superano diversamente. Sappiamo che noi italiani abbiamo uno spirito diverso (dagli inglesi per esempio), ma dovremmo ormai imparare ad affrontare in modo differente e più positivo questo tipo di avvenimenti a questi livelli. Qualcuno lo ha già capito, gli altri faranno meglio la prossima volta grazie alla loro esperienza.

Mario Jorini

 MODELVELA ITALIA